Massa fu luogo di sosta per i pellegrini che viaggiavano lungo la Via Francigena e possedimento dei vescovi di Luni prima dell'anno 1000; le tracce maggiori che ci restano oggi tuttavia, sono quelle dei Malaspina e dei Cybo-Malaspina, che dal lontano 1440 esercitarono il loro dominio su Massa per tre lunghi secoli. Oggi, lungo tutto il suo litorale, sono presenti numerosi centri balneari, locali, discoteche e night-club; sulle vicine Alpi Apuane invece, si possono raggiungere numerosi sentieri e rifugi, gestiti principalmente dal C.A.I. locale.
“Sai che ancora a Massa c'è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand'era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell'albergo? Li guardo: cioè guardo i vecchi alberi verdi, ma gli aranci non ci sono ora. Ritorneranno. ...”
Così scriveva Giosuè Carducci nel 1877 in una lettera all'amica Lidia, durante il suo soggiorno a Massa. La madre si sposò nel 1834 e vide certamente la prima generazione di queste piante, che dal 1819 impreziosiscono i tre lati di Piazza Aranci, nel cuore del centro di Massa. Sul quarto lato della piazza si affaccia il Palazzo Ducale, costruito intorno al 1550, con la sua splendida facciata color rosso fiammante; da qui parte anche la Via Dante Marchetti che conduce alla Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco, ovvero il Duomo della Città di Massa (1470).
Massa, a causa della sua posizione strategica, fu luogo di sosta per i pellegrini che viaggiavano lungo la Via Francigena (da Roma verso la Francia) e possedimento dei vescovi di Luni prima dell'anno 1000; tuttavia le tracce maggiori che restano oggi in città, sono quelle dei Malaspina e dei Cybo-Malaspina, che dal lontano 1440 esercitarono il loro dominio su Massa per tre lunghi secoli. Il centro cittadino infatti, si sviluppa intorno all'imponente Castello dei Malaspina (sec. XV) che dalla sommità del colle sembra vegliare sulla città e ancora intorno a quel Palazzo Ducale di colore rosso, che si affaccia su Piazza Aranci.
Posta all'estremo nord della regione, Massa ha avuto una storia a sé stante rispetto a tutti gli altri centri della Toscana, schermata dall'influsso diretto di Firenze a causa dell'interposizione a sud di Lucca, riuscì a sfuggire durante il Rinascimento all'attrazione esercitata dalla Signoria dei Medici. La gestione politica e degli affari interni fu più vicina a quella di stampo europeo. Nel 1741 il casato ligure dei Cybo sì unì a quello Estense, tramite il matrimonio di Maria Teresa Cybo con il Principe Rinaldo d'Este e benché la duchessa avesse provveduto a regolamentare ad esempio il commercio del marmo, a fondare un ospedale e l'Accademia di Belle Arti nella vicina Carrara, il trasferimento a Modena la allontanò irrimediabilmente dalle sorti della sua città.
I primi anni del XIX secolo furono segnati dal governo napoleonico del Principato di Lucca, guidato da Elisa Bonaparte Baciocchi, che determinò un'importante trasformazione del centro cittadino: la Pieve di San Pietro, che sorgeva di fronte al Palazzo Ducale, fu demolita in favore della Piazza Imperiale, ovvero Piazza Aranci.
Dopo il Congresso di Vienna, alla guida della città tornò Maria Beatrice d'Este, con un progetto che prevedeva la costruzione di strade, ponti, chiese, un nuovo acquedotto e un nuovo ospedale, tuttavia il casato Estense fu definitivamente allontanato nel 1859, quando i cittadini decisero di unirsi al Regno di Sardegna. Il processo di unificazione a Massa fu assai complesso e vide gran parte della popolazione schierarsi contro il processo di unificazione, in movimenti di resistenza che sfociarono nella Rivolta di Antona e portarono la storiografia recente a parlare di un Controrisorgimento Apuano.
Purtroppo la città fu danneggiata pesantemente durante il corso della seconda guerra mondiale, situata lungo la Linea Gotica fu colpita duramente dai bombardamenti anglo-americani e dalle stragi dei nazi-fascisti che trucidarono innumerevoli civili.
Oggi, lungo tutto il suo litorale, sono presenti numerosi centri balneari, locali, discoteche e night-club e sulle vicine Alpi Apuane invece, si possono raggiungere numerosi sentieri e rifugi, gestiti principalmente dal C.A.I. locale.
Caterina Pomini
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