Poppi si trova nel cuore del Casentino, a circa metà strada tra Arezzo e Firenze; attualmente annoverato tra i Borghi più belli d'Italia è conosciuto soprattutto per il suo castello, “prototipo” del ben più celebre Palazzo Vecchio di Firenze, che dall'alto della collina domina il centro abitato e la campagna circostante. Al contrario di altre architetture medievali presenti in zona, il Castello dei Conti Guidi non è stato danneggiato dallo scorrere del tempo, grazie ai costanti restauri si trova oggi in un ottimo stato di conservazione.
Nel cuore del Casentino, a circa metà strada tra Arezzo e Firenze, sorge il borgo medievale di Poppi, attualmente annoverato nel club dei “Borghi più belli d'Italia” e conosciuto soprattutto per il suo castello, “prototipo” del ben più celebre Palazzo Vecchio a Firenze, che dall'alto della collina domina il centro abitato e la splendida campagna circostante. L'impressione che si ha già prima di ritrovarselo davanti agli occhi, scorgendolo in lontananza viaggiando lungo la SR71 (se provenite da Arezzo) oppure la SR70 (se di contro arrivate da Firenze) è quella di essere stati catapultati direttamente in una fiaba... Sia ben chiaro, nulla a che vedere con il Castello di Neuschwanstein in Baviera, ma perché la Bella Addormentata non potrebbe trovarsi qui, invece che in Germania?
Le prime notizie riguardanti il Castello dei Conti Guidi (una delle più influenti famiglie toscane fino al loro esilio, avvenuto nel 1440 a causa del tradimento del Conte Francesco) risalgono al 1191, ma è certo che in questa precisa posizione esistesse già un castello da almeno due secoli; l'edificio fu ristrutturato nel 1274 e tra le altre cose fu teatro di un importantissimo evento storico: l'11 Giugno del 1289, proprio davanti al maniero di Poppi, si svolse la battaglia di Campaldino, tra i Guelfi (per la maggior parte fiorentini) e i Ghibellini (prevalentemente aretini) fatto di cui si parla anche nella Divina Commedia di Dante, che prese personalmente parte allo scontro.
La parte più antica del castello è attribuita a Lapo di Cambio, mentre la più recente, databile alla fine del XIII secolo, sarebbe di suo figlio Arnolfo, lo stesso architetto che contribuì all'edificazione del Duomo e della Chiesa di Santa Croce a Firenze, e che nel 1299, a circa tre anni dalla propria morte, iniziò anche la costruzione di “quel Palazzo Fiorentino” che tanto gli rassomiglia.
Il castello di Poppi appare diseguale, sia per quanto riguarda l'impostazione sia per quanto concerne lo stile, la parte destra infatti presenta un solo piano di finestre bifore, mentre la sinistra ne ha due. L'edificio è interamente circondato da mura di cinta a merlatura guelfa e da un ampio fossato, vi si accede da una porta che in passato era difesa da un ponte levatoio e da una struttura difensiva detta “la munizione”. Il portone principale, detto “del Leone” a causa di una targa raffigurante il felino, è opera di Baldassarre Turriani, da qui si può accedere al cortile interno che presenta molti elementi interessanti: la scalinata del Turriani, i ballatoi in legno con i resti di mensole e i soffitti originali, la colonna di sostegno al tetto e numerosi stemmi che impreziosiscono le pareti, a testimonianza del fatto che il castello fu sede vicariale sin dal lontano 1440.
Su tutto il complesso signoreggia la torre, che in origine era molto più alta, rimaneggiata e trasformata in torre campanaria nel secondo decennio dell'Ottocento, a causa dei danni provocati da un fulmine. Il castello ospita anche il museo della battaglia di Campaldino, la sede della Biblioteca Rilliana e una serie di affreschi con le “storie del Vangelo” attribuiti a Taddeo Gaddi.
Al contrario di altri manieri e architetture medievali presenti in zona, il Castello dei Conti Guidi non è stato danneggiato dallo scorrere del tempo, grazie ai costanti restauri avvenuti nel corso dei secoli, si trova oggi in ottime condizioni di conservazione e forse è proprio per questo che sembra più appartenere al mondo delle favole che a quello della realtà.
Volendo approfondire la vostra visita, scendendo dal castello potrete ammirare la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo (risalente al XVIII secolo) e l'Oratorio della Madonna del Morbo (sec. XVII) un raro esempio di barocchetto toscano che si trova nella piazza principale del paese e che ospita al suo interno una preziosa Madonna con Bambino di Filippino Lippi. Continuando per il borgo maestro, fiancheggiato da portici (un elemento architettonico molto raro in Toscana) si arriva alla Badia di S. Fedele (XI sec.) ricca di opere d'arte che impreziosiscono le sue nude pareti di pietra, come ad esempio un crocifisso giottesco.
Se vi dovesse restare del tempo a disposizione, vi consigliamo di visitare inoltre il Monastero delle Agostiniane (sec. XVI) e di passeggiare lungo le mura medievali, per ammirare da un'altra prospettiva, il panorama della campagna casentinese.
Caterina Pomini
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