Castiglione di Garfagnana, uno dei Borghi più Belli d'Italia, fedele a Lucca dal 1371 e dimora del Buffardello

Si deve ai Romani la costruzione del Castrum Leonis – il Castello del Leone – ovvero l'antica denominazione di Castiglione di Garfagnana, uno dei sedici comuni sparsi sul territorio dell'omonima valle, compresa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco Emiliano. Ritenuto uno dei Borghi più belli d'Italia, fu anche il Castello più importante della Repubblica di Lucca, posto a difesa del confine con il Ducato di Modena. Le campagne che circondano Castiglione sarebbero infestate dal Buffardello, un folletto tipico della Garfagnana.

Si deve ai Romani la costruzione del Castrum Leonis – il Castello del Leone – ovvero l'antica denominazione di Castiglione di Garfagnana, uno dei sedici comuni sparsi sul territorio dell'omonima valle, compresa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco Emiliano. Considerato il “meno arrendevole” di tutta la vallata, fu ritenuto sempre molto importante per la sua posizione sulla strada che conduceva al Passo di San Pellegrino, uno dei meno insidiosi del'Appennino. A causa della sua posizione strategica, Castiglione ebbe un passato molto tormentato e fu costretto spesso a tirare fuori gli artigli per difendersi dai molteplici attacchi; alla città di Lucca passò definitivamente nel 1371 e contrariamente alla stragrande maggioranza delle comunità garfagnine, non fece mai atto di sottomissione agli Estensi, rimanendo sempre fedele a Lucca.

Oggi Castiglione di Garfagnana è ritenuto uno dei borghi più belli d'Italia, nella parte alta del paese, su uno sperone di roccia, si innalza la Rocca (costruita intorno al 1100) visitabile anche all'interno, previo appuntamento. Il centro abitato di Castiglione si costituì naturalmente intorno al castello, le possenti mura che da secoli lo abbracciano si sviluppano per ben 750 metri e sono dotate di camminamento di ronda. Al borgo si accede attraverso tre porte, la seconda e la terza furono aperte durante il corso del XVIII secolo per rendere più agevole l'ingresso al paese, in passato invece c'era un'unica porta, munita di ponte levatoio, poiché le mura erano circondate da un profondo fossato.
La Chiesa di San Pietro è la più antica del paese, eretta nel lontano 723 da due fratelli longobardi, fu consacrata il 18 Gennaio del 1197 dal vescovo di Lucca, i restauri effettuati nella seconda metà del secolo scorso hanno deturpato sia la facciata che il vecchio sagrato, della struttura originale restano oggi purtroppo soltanto i muri laterali.
L'altro monumento religioso di Castiglione è la Chiesa di San Michele, costruita in epoca romanica, conserva nella facciata un ornamento in stile tardo gotico realizzato in pietra grigia e marmo rosso; sul portone d'ingresso sono visibili delle figure che potrebbero rappresentare i quattro evangelisti, ma nelle quali potremmo identificare anche i quattro simboli etruschi: l'oca, il grifone, la croce e la furia.
Infine, rimanendo sempre in tema di monumenti, uno dei più affascinanti e meglio conservati del paese è certamente il ponte medievale a schiena d'asino in località Mulino: realizzato interamente con le pietre del luogo, fu costruito probabilmente tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV per volere di Spinetta Malaspina.

In tutta la Garfagnana sono diffusi i racconti popolari sulle streghe, gli streghi e due folletti tipici: il Linchetto e il Buffardello. Le campagne che circondano Castiglione sarebbero infestate dal Buffardello, generalmente descritto come un essere antropomorfo di piccole dimensioni, con le scarpe a punta e un vestitino rosso. C'è chi racconta che assomigli a un bambino, altri dicono che porti la barba lunga come quella di un vecchio, le sue mani sono state bucate da San Giovanni affinché non potesse più soffocare le persone durante la notte. Si ritiene al contempo che il Buffardello sia invisibile, tuttavia alcuni giurano di averlo visto di persona: secondo costoro il folletto vivrebbe nelle stalle, oppure sugli alberi... A volte lo si vede entrare da una finestra, altre seduto su un mucchio di fieno o su un noce, altre ancora lo si scorgerebbe passeggiare saltellando e scalciando.

Caterina Pomini