Arezzo, la Città della Chimera e della Dea Minerva, ma anche del Ponte della Gioconda...

Arezzo fu una delle principali città etrusche e, secondo alcune fonti, anche la sede di una delle dodici lucumonie; a questo periodo risalgono infatti opere d'arte di straordinario valore, come la Chimera ad esempio, la cui immagine caratterizza la città talmente tanto da esserne diventata un'icona, la statua della Dea Minerva e l'ampia necropoli di Poggio Sole. Recentemente il Ponte Buriano è stato riconosciuto come probabile sfondo della Gioconda di Leonardo.

Due i simboli della città di Arezzo: la statua etrusca della Dea Minerva e il celebre bronzo della Chimera, entrambe rinvenute in città nel Cinquecento e attualmente custodite all'interno del Museo Archeologico di Firenze. Arezzo è ritenuta da alcune fonti una delle dodici lucumonie d'Etruria, ad oggi di quest'antica civiltà ci restano poche ulteriori ma significative tracce: alcuni tratti di mura, i resti della necropoli di Poggio del Sole, i vasi di bucchero e alcune ceramiche greche d'importazione. La città etrusca raggiunse il suo massimo splendore attorno al III secolo a.C., alleatasi con Roma nella lotta contro i Galli Senoni, accolse stabilmente un presidio militare romano e costituì per circa due secoli il fulcro dell'espansione di Roma verso l'Italia settentrionale. In epoca augustea la città romana conobbe la prima importante espansione verso la pianura: furono ampliate le mura, costruiti l'Anfiteatro (l'unico edificio pubblico sfuggito alle devastazioni barbariche) il teatro e le terme. In seguito al crollo del mondo romano, Arezzo fu testimone di aspri scontri tra Goti e Bizantini e fu anche uno dei primi centri a subire l'occupazione dei Longobardi, sia i primi che i terzi incisero molto sulla composizione etnica e sulla lingua degli aretini, i Longobardi inoltre gettarono le basi della città medievale.

Arezzo divenne sede episcopale, sotto la protezione del vescovo si svilupparono numerose abbazie che contribuirono alla ricostruzione di un sistema di scambi e ad un minimo di ambito culturale; dopo il Mille al potere feudale del vescovo si affiancò il potere cittadino, l'ordinamento della città subì un'evoluzione e si affermò il libero comune: dopo  varie sollevazioni popolari contro il vescovo e altrettante rappresaglie, il Concordato di Worms (1122) pose fine alle controversie tra impero e papato e di fatto anche alla figura dei vescovi-conti.

Ai primi anni del XIII secolo risale la costruzione della Pieve, concepita per ospitare un vescovo ridimensionato nei suoi poteri e di ulteriori chiese che potessero accogliere gli ordini monastici inurbati forzatamente dopo la confisca dei loro possedimenti feudali; alla rinnovata importanza politica si affiancò una fioritura di tipo culturale: nacque la prima università, emersero i talenti della nuova poesia lirica italiana, della scienza e della pittura, nel 1304 nacque ad Arezzo Francesco Petrarca.
La città cresceva sempre di più e contemporaneamente cresceva il desiderio delle città vicine di pareggiarne la grandezza, era perciò inevitabile che si arrivasse allo scontro con Firenze e con Siena... Con la famosa Battaglia di Campaldino (1289) gli aretini ghibellini subirono una disfatta contro le armate fiorentine e senesi nei pressi di Poppi, in seguito alla morte in battaglia del Vescovo Ubertini si affermò la Signoria dei Tarlati.
Guido Tarlati risanò il bilancio dello Stato, ampliò la cinta muraria, concluse una pace con Firenze, un'alleanza con Siena e riuscì ad espandere i domini territoriali verso sud e verso est; alla sua morte gli succedette il fratello, che non essendo esattamente fatto della stessa fibra, cedette la città a Firenze per dieci anni in cambio di denaro. Riesplosero così con violenza le lotte tra guelfi e ghibellini, finché nel 1384 Arezzo passò definitivamente sotto il dominio di Firenze.

Nel Cinquecento cadde anche la città di Siena ed intorno al 1570 tutta la Toscana (ad eccezione di Lucca e dello Stato dei Presidi presso l'Argentario) divenne Granducato. La cinta muraria fu ridotta insieme al numero delle sue porte d'accesso, venne completata la Cattedrale e furono abbattuti alcuni edifici storici per fare spazio alle Logge del Vasari... Proprio durante questi lavori di scasso furono ritrovate le famose statue in bronzo della Minerva e della Chimera.
Nel 1860 Arezzo entrò a far parte del Regno d'Italia ed il suo sviluppo continuò fino alla seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti distrussero quasi il 60% degli edifici, causando enormi danni anche al patrimonio artistico della città, che fortunatamente venne però anche recuperato. Già negli Anni '50 la crescita era ripresa in pieno e la città tendeva ormai ad assumere nuove caratteristiche urbanistiche, economiche e politiche.

Da visitare ad Arezzo
La Cattedrale gotica di San Donato, posta sulla cima del colle dove sorge la città (forse qui si trovava anche l'antica acropoli cittadina) che ospita al suo interno il sepolcro di Papa Gregorio X, il Cenotafio dei Tarlati, l'Affresco della Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate di Marcillat. La Chiesa di San Domenico che custodisce il Crocifisso ligneo dipinto da Cimabue (uno dei capolavori della pittura del Duecento), la Basilica di San Francesco e la Chiesa di Santa Maria della Pieve con il suo Campanile dalle cento buche alto ben 59 metri. Un altro edificio religioso molto importante è il Santuario di Santa Maria delle Grazie (edificato nel Quattrocento), altri luoghi e strutture davvero pregevoli sono invece l'Anfiteatro romano, la Casa del Petrarca, la Casa e le Logge del Vasari, la Fortezza Medicea, Piazza Grande, il Palazzo della Fraternita dei Laici, il Palazzo del Tribunale, Palazzo dei Priori, Palazzo Pretorio, Porta San Lorentino, il Teatrino della Bicchieraia e il Ponte Buriano.

E per concludere... La Monnalisa!
Recentemente il Ponte Buriano è stato riconosciuto come probabile sfondo della Gioconda di Leonardo. Il ponte si trova in località omonima, a circa 8 km dal centro storico della città: che si tratti di verità o di mera supposizione, questa struttura ha una notevole rilevanza artistica e vale certamente una visita.

Caterina Pomini

Strutture in questo itineriario