Sebbene notizie precedenti indichino la presenza di una comunità etrusca, la storia ci dice che Siena fu fondata in epoca romana con il nome di Saena Julia. L'antica rivale di Firenze è un esempio straordinario di città medievale, universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico, per il tradizionale Palio di Piazza del Campo e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano. Nel 1995 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
La tradizione vuole che la storica rivale di Firenze sia stata fondata dal figlio di Remo, fratello gemello di Romolo primo re di Roma. Senio, insieme al fratello Aschio, fu costretto a lasciare la Città Eterna perché perseguitato dallo zio e a Siena trovò finalmente il suo rifugio. Da un punto di vista storico invece, la città fu fondata dall'imperatore Augusto e prese il nome di Saena Julia, le notizie precedenti ci indicano la presenza di una comunità etrusca, sulla quale si insediò la colonia militare romana. Del periodo altomedievale non si possiedono documenti di notevole importanza, sappiamo dell'istituzione di un vescovado e di una diocesi soprattutto per alcune questioni sorte tra il vescovo di Siena e quello di Arezzo circa i confini della zona giurisdizionale di ciascuno: tali questioni furono risolte dal re longobardo Liutprando, che pronunciò una sentenza a favore della diocesi aretina. La città acquisì ben presto un'importanza eccezionale a causa della sua posizione strategica al centro di significative vie commerciali e di pellegrinaggio che conducevano a Roma, nel meridione e di conseguenza verso la Terrasanta, prima fra tutte la famosissima Via Francigena.
Intorno al XII secolo, Siena cominciò ad ampliare i suoi confini e a stringere le prime alleanze; questa condizione di rilevanza, sia economica che politica, la portò ben presto a lottare contro Firenze per il dominio della Toscana: la Battaglia di Montaperti (1260) vide la distruzione dell'esercito dei guelfi fiorentini, la successiva Battaglia di Colle Val d'Elsa vide di contro la sconfitta dei senesi ad opera delle truppe fiorentine e colligiane, ma portò anche all'ascesa del Governo dei Nove (1287), una delle principali magistrature della Repubblica di Siena. E fu proprio sotto questo nuovo governo di parte guelfa e non ghibellina, che Siena raggiunse il suo massimo splendore e divenne di fatto la città più importante della Toscana: numerosi cantieri furono aperti (tra i quali anche quello del Duomo) furono costruiti nuovi palazzi (compreso il Palazzo Pubblico) venne completata una parte importante della cinta muraria e per quanto concerne le arti, questo periodo vide anche il fiorire della celebre Scuola Senese, l'unica che riuscì a competere con Firenze. Gli eventi che portarono alla decadenza della città, che vide il suo epilogo nel 1555 (anno in cui Siena fu costretta ad arrendersi a Firenze dopo tre secoli di primato) furono il fallimento del Banco dei Buonsignori, la carestia del 1326 e la grave epidemia di Peste Nera del 1348.
Prima ancora della definitiva conquista di Siena, Filippo II di Spagna aveva ceduto ai Medici tutti i territori conquistati dai senesi, a causa degli enormi debiti nei confronti della famiglia fiorentina, fecero eccezione soltanto i porti di Orbetello, Talamone, Porto Ercole, il Monte Argentario e Porto Santo Stefano che andarono a costituire lo Stato dei Presidi.
I fiorentini lasciarono tuttavia a Siena una forte autonomia e al governo dei Monti senesi furono affiancati un governatore e un auditore scelti dai Granduchi; da questo momento in poi la città seguì le sorti del Granducato di Toscana, prima sotto i Medici e successivamente sotto i Lorena.
Non molti sanno che la città è ancora suddivisa in Terzi: il Terzo di Città, il Terzo di Camollia e il Terzo di San Martino e Piazza del Campo. Secondo la tradizione il Terzo di Città (il punto più alto del colle di Siena) è esattamente il punto dove si fermarono Aschio e Senio per costruire insieme ad alcuni pastori il primo castello; qui si trovano la Cattedrale romanico-gotica di Santa Maria Assunta (il Duomo), la cripta, il complesso museale Santa Maria della Scala, la Pinacoteca Nazionale di Siena, la Chiesa di Sant'Agostino, l'Orto Botanico, Via delle Sperandie, la Fonte delle Monache, Porta San Marco, Via di Castelvecchio, Palazzo Chigi Saracini e il Museo di Storia Naturale dell'Accademia dei Fisiocritici. Nel Terzo di Camollia si possono visitare invece il Santuario di Santa Caterina, la Fortezza Medicea, la Basilica di Santa Maria in Provenzano, la Rocca Salimbeni, Porta Camollia, Fontebranda, il Palazzo Tolomei, la Chiesa di San Pietro alla Magione, la Basilica di San Domenico, la Basilica di San Francesco e la Banca Monte dei Paschi di Siena. Infine, nel Terzo di San Martino e Piazza del Campo (formatosi lungo la Francigena) si possono ammirare la splendida nonché famosissima Piazza del Campo, la Torre del Mangia, il Palazzo Pubblico, la Fonte Gaia, Palazzo Piccolomini, le Logge del Papa, Porta Pispini, la Basilica dei Servi, Via di Salicotto, Piazza del Mercato e Valle di Porta Giustizia.
Come indovinerete è abbastanza impossibile riuscire ad includere in un solo scritto, tutto quel che la città di Siena rappresenta, pur conoscendola è anche alquanto difficile riuscire ad individuarne le attrattive davvero imperdibili, considerato quante ne conta. Saremo dunque obbligati a parlare ancora nel tempo della storica avversaria di Firenze e lo faremo con molto piacere.
Caterina Pomini
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