Montignoso: terra di Longobardi, di corsari e di malfattori...

Le prime notizie su Montignoso risalgono al tempo in cui Astolfo – re dei Longobardi – regalò al cognato Anselmo un oliveto che si trovava in prossimità del Castello Aghinolfi. Secondo un'antichissima tradizione invece, le origini della popolazione sarebbero imputabili ai corsari: alcuni uomini si spinsero verso le montagne e costruirono il villaggio di Corsanico, il centro più antico di tutto il montignosino. Una terza e ultima storia vuole infine che, nel 577, una colonna di uomini partisse da Luni per edificare Montignoso e potervi relegare i malfattori...

Le origini di Montignoso si perdono nel lontano Medioevo, le prime notizie che ci sono pervenute risalgono infatti all'anno 753, al tempo in cui Astolfo – re dei Longobardi – regalò al cognato Anselmo – primo abate dell'Abbazia di Nonantola – un oliveto che sorgeva in prossimità del Castello Aghinolfi. Secondo un'antichissima tradizione invece, le origini della popolazione sarebbero imputabili ai corsari: alcuni uomini si spinsero verso l'interno e costruirono il villaggio di Corsanico, ritenuto ancora oggi il centro abitato più antico di tutto il montignosino. Una terza e ultima storia vuole infine che nel 577 una colonna di uomini partisse da Luni per edificare Montignoso e potervi confinare i malfattori... Che quest'ultima notizia sia fondata o meno, è stato accertato che quando Luni iniziò a decadere a causa delle invasioni barbariche e per l'insalubrità del clima, molti dei suoi abitanti si trasferirono sui monti vicini per costruirvi le proprie dimore.

Montignoso è sprovvisto di un centro comune vero e proprio, ogni sua frazione in realtà possiede una particolare indipendenza dalle altre. Il centro più frequentato dai turisti è certamente Cinquale, che diventò una meta di villeggiatura molto apprezzata nel periodo compreso tra le due Guerre e che ospita oggi un moderno porticciolo. Un'altra località molto amata (soprattutto dagli escursionisti) è Pasquilio che sorge a 800 metri di altitudine e dalla quale si può godere di un panorama spettacolare che spazia dalle montagne fino al mare... Da Viareggio al promontorio di Monte Marcello, dall'Isola di Palmaria fino alla Corsica... Una volta oltrepassati i boschi di castagni, questa è più o meno la vista che vi si presenterà davanti. Ma veniamo all'attrattiva principale, ovvero il Castello Aghinolfi che domina il paese di Montignoso, di chiara origine longobarda. L' importanza di questa fortificazione è dovuta certamente alla sua posizione strategica, da qui si poteva infatti controllare (oltre la sottostante Via Francigena) tutta la costa tirrenica del Mar Ligure e in condizioni di cielo terso e limpido addirittura le Alpi Marittime (Les Deux Alpes in Francia e la Bisalta, Marguereis e Mondolè in provincia di Cuneo). Fino al 1376 il castello rimase una proprietà dei discendenti degli Aghinolfi, dopodiché passò alla Repubblica Lucchese, per poi essere ceduto nel 1494 a Carlo VIII di Francia. Il castello fu abbandonato nell'Ottocento in seguito all'invasione giacobina, gli abitanti della zona iniziarono a portarsi via le travi, i mattoni, le finestre e quant'altro poteva essere riutilizzato altrove, provocando così i primi gravi danni... Il colpo di grazia lo inferse tuttavia Elisa Baciocchi-Bonaparte, che per costruire le cateratte del Cinquale diede disposizioni che la gran parte dei materiali fossero presi direttamente dalle abitazioni che si trovavano all'interno delle mura del castello... Quel che non distrusse Elisa lo fece la seconda guerra mondiale e fino al 1997 le rovine dell'antica fortificazione rimasero sepolte dalla vegetazione, finché non si decise per la ricostruzione. Oggi il suo imponente mastio ottagonale si riconosce facilmente dal fondovalle e all'interno del castello è stato creato un parco davvero straordinario.

Altre attrattive comprese nel territorio montignosino sono Villa Schiff-Giorgini con il suo parco di piante secolari, le chiese (che conservano opere di grande valore artistico), il Lago di Porta e il vicino Parco delle Alpi Apuane. Durante le festività natalizie, lungo le vie di Cinquale, viene allestito un presepe vivente e vengono rievocate la Natività e altre scene di vita quotidiana del tempo.

Caterina Pomini

Strutture in questo itineriario