La Fortezza della Verruca e Villa Isnard: due insolite destinazioni a una manciata di chilometri da Pisa

Tra Calci e Cascina, fuori dalle rotte del turismo tradizionale, ci sono almeno due luoghi che vale la pena di visitare: la Fortezza della Verruca e Villa Isnard*. La prima fu teatro di sanguinose battaglie tra pisani e fiorentini, nonché roccaforte dei primi quando la città era ormai caduta in mani nemiche; la seconda invece, somiglia sorprendentemente alla dimora degli Addams, anche se sarete costretti a fare un grande sforzo d'immaginazione per riuscire a fingere che tutto ciò che attualmente la circonda non esista...

In provincia di Pisa e precisamente tra Calci e Cascina, fuori dalle rotte del turismo tradizionale, ci sono almeno due luoghi che vale la pena di andare a vedere: la Fortezza della Verruca e Villa Isnard*. La prima sorge nel comune di Calci, sulla cima del Monte Verruca e fu teatro di sanguinose battaglie tra pisani e fiorentini, nonché roccaforte dei primi quando la città era ormai caduta nelle mani degli acerrimi nemici. Posta al centro di un complicato sistema difensivo, costituito da rocche e torri che comunicavano tra loro tramite un codice segreto che soltanto in pochi conoscevano, verte purtroppo oggi in un deplorevole stato di abbandono: soltanto dal Novembre del 2009 se ne sta prendendo cura la Compagnia di Calci, un'associazione che si occupa della sua preservazione. Costruita in pietra e laterizi, presenta una pianta pentagonale (solo quattro lati su cinque risultano fortificati) e vi si accede da un'unica entrata, previo aver percorso una serie di scalini ricavati nella roccia. Così come la possiamo vedere attualmente - ricoperta dalla vegetazione spontanea - può apparire già di per sé affascinante... Ma al di là delle piante che ne occultano parzialmente il profilo, al di là delle numerose stanze e i cunicoli sotterranei che in verità l'attraversano, nel vicino Convento di Sant'Agostino a Nicosia è conservata anche una leggenda che ci racconta più o meno quello che ben volentieri vi riportiamo qui sotto...

Non erano in molti a conoscere il passaggio segreto che dipartiva dalla Verruca. Si mormorava che giungesse fino a Pisa, scendendo sotto il Monte e percorrendo la pianura fino alla Fortezza di Levante; altri invece dicevano che congiungesse la Verruca con la Rocca di Caprona. Io sapevo che questo faceva parte delle tante leggende che circolavano sulla Verruca, ma lasciavo che il popolino ci credesse, così avrei potuto mantenere segreto il vero cunicolo. L'avevo fatto scavare con molte difficoltà dai miei soldati, per raggiungere indisturbati Nicosia e si apriva nel bosco sopra il convento, là dove le rocce affiorano sul costone del Monte: serviva a far uscire qualche messaggero o a far entrare in Verruca eventuali rinforzi, senza essere visti dai nemici accampati sotto le mura... I soldati lo avevano poi chiuso con un grosso masso quadrangolare, affinché nessuno potesse scoprirlo.

Durante il periodo in cui fui comandante, avevo messo insieme una vera e propria fortuna e per tenerla al sicuro l'avevo sepolta in fondo alla galleria, in una delle tante grotte esistenti. Quando compresi che contro il nemico non c'era più niente da fare, pensai solo a salvare la pelle e, insieme ai pochi soldati rimasti in vita, spostammo il masso che ricopriva il passaggio... E poi via, giù, giù il più in fretta possibile. Purtroppo le truppe fiorentine erano penetrate nella rocca e, vista la galleria, avevano preso ad inseguirci... Stremati, fummo ben presto raggiunti dai nemici, che ci passarono a fil di spada.

Nessuno (ovviamente) ha avuto più notizie del tesoro in questione, ma diversi anni fa a Montemagno, si vociferava che qualcuno ne avesse ritrovato uno, insieme a delle armature... Per quanto riguarda invece il sorprendente tunnel che avrebbe collegato la Verruca con Pisa, altri hanno già dato per scontato che si tratti soltanto di un'affascinante leggenda, poiché una tale opera d'ingegneria sarebbe dovuta quantomeno passare alla storia e LA STORIA si sà è (quasi) sempre più che concreta.

E a circa 8 km dalla “nostra” Rocca, in Via Sant'Ilario a Cascina, sorge invece Villa Isnard, praticamente la villa della Famiglia Addams in provincia di Pisa... Se mai vi capiterà di ritrovarvela davanti, possibilmente contro un cielo di piombo, siamo certi che non vi sembrerà affatto strano il pensiero di poter incontrare davvero lo Zio Fester... Attualmente abbandonata e dunque non visitabile, è caratterizzata da un tetto scuro e spiovente color dell'ardesia, da una torretta centrale e da una moltitudine di finestre alte e strette, che le donano l'inconfondibile aspetto delle case stregate. Costruita all'inizio del Novecento, per volere dell'ereditiera francese Maria Isnard, fu frequentata da molte famiglie della nobiltà locale ed europea, l'attuale proprietario – Emilio Isnard – vive adesso a Nizza. Come ogni simil dimora che si rispetti, anche Villa Isnard è conosciuta soprattutto per alcuni singolari aneddoti... Si racconta ad esempio che le foglie di un grande castagno che si trovava nel giardino della vicina Villa Bianchi, ospitassero l'anima di un membro della famiglia e che spaventassero a morte chi si trovasse a passar di lì durante la notte... Si narra anche che un giorno fu costruito un muro per dividere le due ville e che il medesimo fu ritrovato a terra il mattino seguente... Infine si ritiene che insoliti eventi accadessero all'interno delle due dimore, fenomeni di Poltergeist caratterizzati da spostamenti di mobili e rumori a dir poco raggelanti.

PS* Per quanto Villa Isnard riesca ancora, in un certo qual modo, a mantenere intatto il suo fascino, sarete costretti a fare un grande sforzo d'immaginazione per riuscire a fingere che tutto ciò che attualmente la circonda non esista. Il parco è stato lottizzato, venduto e sfruttato per costruirvi addirittura dei condomini in cemento armato e mattoni rossi... Un “magnifico esempio” insomma, di quello che siamo capaci di fare talvolta in Italia... Ci si chiede come le precedenti amministrazioni del Comune di Cascina abbiano potuto acconsentire ad un tale scempio urbanistico. Per questo motivo vi suggeriamo di passarvi solo se realmente interessati ad architetture così particolari, magari rientrando dalla vostra escursione alla Verruca.

Caterina Pomini