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Oltre ad essere una delle più grandi chiese officiate dall'ordine dei francescani, la Basilica di Santa Croce è anche una delle massime espressioni dell' architettura gotica in Italia. Nell'Ottocento divenne a tutti gli effetti quel "Tempio dell'Itale glorie" descritto da Foscolo nei suoi Sepolcri: lo stesso scrittore riposa qui, insieme a Michelangelo, Galileo, Leon Battista Alberti, Vittorio Alfieri e molti altri indimenticabili personaggi, legati soprattutto al mondo dell'arte, della musica e della letteratura.
La zona in cui si trova oggi la Piazza di Santa Croce era anticamente una vera e propria isola formata dai due bracci del fiume Arno, che si separavano in prossimità dell'odierna Piazza Beccaria, per poi ricongiungersi davanti alle mura che si innalzavano all'altezza di Via Verdi; i frati francescani – giunti a Firenze intorno al 1226-1228 – scelsero di stabilirsi in questo luogo proprio perché separato da tutto il resto e dunque particolarmente adatto all'isolamento. Anche se non disponiamo di documenti scritti che lo possano confermare, la splendida Basilica è quasi certamente opera di Arnolfo di Cambio, lo scultore, architetto e urbanista italiano particolarmente attivo a Roma e a Firenze tra la fine del Duecento e i primi anni del secolo successivo; costruita a spese del popolo della Repubblica fiorentina e sorta su una precedente chiesetta edificata dai frati francescani, fu terminata nel 1385 circa, a quasi novant'anni dalla morte di Arnolfo e consacrata nel 1443. La piazza omonima nacque circa un secolo più tardi, allo scopo di contenere la marea di fedeli che si radunavano davanti alla Chiesa per ascoltare le prediche dei frati.
Oltre ad essere una delle più grandi chiese officiate dall'ordine dei francescani, la Basilica è anche una delle massime espressioni dell' architettura gotica in Italia (si pensi che la costruzione del Duomo di Milano fu avviata circa un anno dopo la chiusura del primo cantiere di Santa Croce!) e sempre dal punto di vista strettamente architettonico è anche molto particolare: inconfondibili ad esempio sono i fianchi esterni, ritmati dai nudi timpani triangolari delle false campate della navata, così come anche la facciata – da sempre molto criticata per l'artificioso stile neogotico – realizzata nell'Ottocento dall'architetto Niccolò Matas (prima di allora era sempre stata nuda, come quella di molte altre basiliche che caratterizzano il centro storico di Firenze). Per quanto riguarda gli interni invece - ad un primo sguardo forse più “semplici” ma al contempo imponenti – c'è da dire che proprio la navata centrale di Santa Croce rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico e ingegneristico che portò alla navata di Santa Maria del Fiore e che, come forse già saprete, la Basilica è anche un vero e proprio pantheon di personaggi celebri legati soprattutto al mondo dell'arte, della musica e della letteratura.
Le tombe dei Grandi e l'opera di Foscolo
Sebbene Santa Croce fosse stata già precedentemente utilizzata per accogliere le spoglie di molti personaggi illustri, diventò il tempio di cui accennavamo sopra soltanto nell'Ottocento: nel 1871 vi venne infatti sepolto Ugo Foscolo, morto in Inghilterra quarantaquattro anni prima – proprio perché aveva espresso il desiderio di essere deposto accanto alle tombe di altri grandi uomini toscani come Michelangelo e Galileo. Dopo la tumulazione del Foscolo – al quale la Basilica deve l'appellativo di “Tempio dell'Itale glorie”- iniziarono ad arrivare anche i resti mortali di altre celebrità decedute molto tempo prima, come ad esempio quelli di Gioacchino Rossini, Leon Battista Alberti e Vittorio Alfieri; in memoria dei quali i migliori scultori dell'epoca realizzarono quei monumenti incredibili che ancora oggi si possono ammirare nella navata di destra. Infine, sul pavimento della Basilica si possono contare ben 276 pietre tombali (tra cui anche quella di Lorenzo Ghiberti) e ancora, lungo le pareti, si trovano le sepolture di Leonardo Bruni, Carlo Marsuppini, Gino Capponi e Niccolò Machiavelli.
Piccole curiosità
Anche per Dante Alighieri era stato allestito un grandioso sepolcro, tuttavia la città di Ravenna si rifiutò perentoriamente di affidare ai fiorentini le spoglie del Divin Poeta... Ma come dar torto a chi lo accolse e lo accompagnò con tanta riverenza alla sepoltura? Noi gli confiscammo i beni e lo condannammo in contumacia all'esilio perpetuo e per giunta sotto pena del rogo... Siamo onesti: fummo effettivamente una Madre di poco amore...
Il 17 febbraio del 1530 i fiorentini assediati dalle truppe imperiali di Carlo V, dichiararono apertamente tutto il loro disprezzo mettendosi a giocare alla palla proprio davanti alla Basilica di Santa Croce... Da quel giorno, questa Piazza meravigliosa è considerata anche il campo più prestigioso del Calcio in Costume.
Caterina Pomini
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