Dal Medioevo ad oggi il ponte simbolo di Firenze: il Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio è forse dopo il David di Michelangelo, il simbolo della città di Firenze e d'altro canto non potrebbe essere diversamente: fu l'unico che non fu fatto saltare in aria dai tedeschi, durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Considerato anche uno dei ponti più romantici d'Italia, resta il luogo delle botteghe degli orafi e dei gioiellieri, che sostituirono quelle dei beccai nel 1593, per ordine di Ferdinando I de' Medici.

Il Ponte Vecchio è forse dopo il David di Michelangelo Buonarroti, il simbolo della città di Firenze e d'altro canto non potrebbe essere altrimenti: fu l'unico che non fu fatto saltare in aria dai tedeschi, durante i bombardamenti del 1944.
Il Ponte Vecchio è considerato anche uno dei ponti più romantici d'Italia, una ventina di anni fa infatti, gli innamorati di tutto il mondo iniziarono a chiudere i loro lucchetti (simbolo di un legame inscindibile) intorno alla cancellata del monumento a Benvenuto Cellini, per poi gettarne le chiavi nelle acque dell'Arno, cosicché il loro patto d'amore non potesse più infrangersi... Pochi ancora sanno, che questa consuetudine è la prima nel suo genere e che i ben più noti lucchetti che infestano il lampione centrale del Ponte Milvio a Roma, sono in realtà un'imitazione.

Storia e vita sul ponte
Il primo Ponte Vecchio fu costruito in epoca romana, ma fu più volte danneggiato a causa delle alluvioni. Alcune testimonianze ci raccontano che nel 1080 il ponte era in legno e aveva una sola arcata, quello in pietra e a cinque arcate fu costruito invece intorno al 1170, ma fu spazzato nuovamente via da un'alluvione violentissima (1333). Il ponte venne ricostruito dopo l'edificazione dei Lungarni (1345) e nel 1442 l'autorità cittadina costrinse i beccai (i macellai) a trasferire le proprie botteghe sul ponte, in modo tale che le nauseanti esalazioni provenienti dai loro baroccini durante il trasporto degli scarti, potessero disperdersi sul fiume, lontane dai palazzi signorili e dalle abitazioni del centro. Dopo questa disposizione, il ponte divenne il luogo del mercato della carne e i beccai, divenuti proprietari delle botteghe, aggiunsero delle “stanzette” sporgenti sul fiume, per guadagnare più spazio. Nel 1565, su richiesta di Cosimo I de' Medici, Giorgio Vasari costruì il Corridoio Vasariano allo scopo di mettere in comunicazione Palazzo Vecchio  (centro politico e amministrativo) con Palazzo Pitti (la residenza privata dei Medici) e fu così che nel 1593, per ordine di Ferdinando I, le botteghe dei beccai furono definitivamente occupate dai gioiellieri e dagli orafi, poiché sotto le finestre dello splendido corridoio sospeso, un tale odore ributtante e un commercio sì poco nobile, dovevano essere banditi.
Nel 1939 Hitler e Mussolini, insieme alle gerarchie naziste e fasciste, visitarono il Corridoio Vasariano e il Ponte Vecchio e forse, proprio grazie a questa visita, il ponte fu risparmiato dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale: Gerhard Wolf, il console tedesco a Firenze, intervenne provvidenzialmente in favore dell'architettura e per questo ed altri meriti, ottenne nel dopoguerra la cittadinanza onoraria di Firenze e una targa commemorativa sul ponte più antico della città.

Oggi Ponte Vecchio resta il luogo delle botteghe degli orafi e dei gioiellieri, ogni giorno le orde di turisti lo affollano e lo attraversano, per ammirare le vetrine caratteristiche, affacciate sul suo passaggio centrale. La terrazza ad ovest ospita ancora il busto del Cellini (il più famoso orafo fiorentino), ma dal 2006, per porre un freno alla quantità industriale di lucchetti che deturpavano il ponte, l'amministrazione comunale ha stabilito una multa di 160 euro per chiunque venga sorpreso a chiudere il proprio lucchetto sulla cancellata del monumento. Gli innamorati dal canto loro, tenaci ma non poi così tanto, hanno iniziato ad agganciare i propri lucchetti alle inferriate del Lungarno degli Archibusieri.

Caterina Pomini