La piazza e le bancarelle dei Ciompi

Al n. 11 di Piazza dei Ciompi abitava Lorenzo Ghiberti, il famoso scultore fiorentino che realizzò la porta nord e la porta est del Battistero di Firenze; la piazza fu aperta solo nel 1950, quando si volle dare una sistemazione alla Loggia del Pesce del Vasari. Piazza dei Ciompi ospita un grazioso mercatino delle pulci, molto frequentato dai turisti e dai fiorentini stessi; sulle bancarelle si possono trovare oggetti di antiquariato e artigianato fiorentino unici.

Piazza dei Ciompi si trova nel centro storico di Firenze, poco lontano dalla basilica di Santa Croce.
Fu dimora del famoso architetto e scultore Lorenzo Ghiberti (al n.11 una targa ricorda infatti la sua casa) e fu aperta solo intorno al 1950, nel momento in cui si volle dare una sistemazione alla Loggia del Pesce, opera di un altro importante pittore e architetto: Giorgio Vasari.
La loggia proveniva dall'area di Piazza della Repubblica e fu edificata nel Cinquecento quando i pesciaioli vennero fatti traslocare dal Ponte Vecchio a causa degli effluvi malsani e della sporcizia. Venne smontata in occasione della distruzione del Mercato Vecchio, cercando di salvare la maggior parte delle componenti originarie: colonne, capitelli e formelle, con i tipici disegni legati alla pesca e al Granduca. Fu conservata presso il Museo di San Marco fino a che non fu appunto rimontata in Piazza dei Ciompi.

Il mercatino delle pulci
La piazza ospita un grazioso e caratteristico mercatino delle pulci, molto frequentato dai turisti e dai fiorentini stessi. Sulle bancarelle, che sembrano piccole stanzette coperte da una tettoia, si possono trovare oggetti di antiquariato e artigianato fiorentino unici e libri, fumetti, stampe, vecchie fotografie, bambole, interi servizi da tè, mobili e altri oggetti, testimoni di un passato più o meno lontano. Ogni ultima domenica del mese inoltre, vengono aperti circa cento nuovi stand, che si distribuiscono anche nelle vie circostanti e che vanno ad animare ulteriormente questa zona di Firenze già di per sè movimentata.

Caterina Pomini