La Basilica di San Miniato al Monte e il Cimitero Monumentale delle Porte Sante

La Basilica di San Miniato al Monte - la cui facciata rappresenta uno dei capolavori dell'architettura romanica fiorentina - sorge su uno dei punti più alti della città, il Mons Fiorentinus, il luogo in cui giacque San Miniato dopo il suo lungo martirio; insieme al Cimitero Monumentale delle Porte Sante, è uno dei simboli della città di Firenze. Alle Porte Sante vengono ancora sepolti i fiorentini di nascita o di adozione, che per le loro opere ed il loro pensiero, meritano un ringraziamento da parte della città.

Sulla cima di uno dei punti più alti della città di Firenze – il Mons Fiorentinus – si erge la Basilica di San Miniato al Monte. San Miniato fu il primo martire della città, secondo la leggenda egli sarebbe stato un Re armeno in pellegrinaggio a Roma, che di passaggio a Firenze, rifiutò il sacrificio agli Dei pagani, durante la persecuzione dell'imperatore Decio (250 d.C.). San Miniato fu decapitato dopo un lungo martirio (uscì illeso da un forno arroventato, si liberò dei ceppi che lo stiravano su un cavalletto, fece stramazzare un leone nell'anfiteatro che sorgeva al di là delle mura cittadine) e afferrata la propria testa, si diresse verso il Mons Fiorentinus dove infine giacque, esprimendo così la propria volontà di esservi sepolto.

Dal punto di vista artistico e architettonico, la Basilica di San Miniato rappresenta uno dei migliori esempi di stile Romanico in Toscana; nacque nel 1013 come monastero benedettino, soltanto successivamente aderì alla Congregazione di Cluny e nel 1373 a quella Olivetana, che ancora oggi vi risiede. L'esterno della Basilica è decorato con marmi bianchi e verdi provenienti da Carrara e Prato, che formano dei disegni geometrici, simili a quelli presenti sulla facciata di Santa Croce e Santa Maria Novella. Sull'ordine superiore spicca un bellissimo mosaico su sfondo dorato che raffigura un Cristo in trono benedicente, tra la Madonna e San Miniato. Sopra il frontone si staglia l'aquila di rame dorato, simbolo dell'Arte di Calimala, che amministrò il convento benedettino a partire dal 1288.

L'interno di San Miniato presenta tre navate, un presbiterio rialzato e una cripta. Subito dentro si cammina su uno straordinario pavimento di marmi intarsiati, decorato con i simboli dello zodiaco e risalente al tredicesimo secolo; in fondo alla navata centrale si trova la Cappella del Crocifisso di Michelozzo, dietro la quale s'incontra poi la cripta, decorata dagli affreschi di Taddeo Gaddi. La cripta è certamente la parte più antica della basilica, risalente all'XI secolo, è sormontata dall'altare maggiore che si suppone contenga le spoglie di San Miniato (sebbene ci sia prova che queste fossero già state portate a Metz, nel nord-est della Francia, prima che la basilica fosse costruita).

Adiacente alla basilica si trova il monastero, presente fin dalla costruzione della stessa, ma ristrutturato nel 1426 ad opera dell'Arte di Calimala. La decorazione pittorica vide impegnato soprattuto Paolo Uccello. L'intero complesso è circondato da mura difensive, costruite inizialmente da Michelangelo nel 1553 e trasformate successivamente in una vera e propria fortezza da Cosimo de' Medici, fortezza che attualmente ospita il Cimitero delle Porte Sante. In questo cimitero monumentale riposano e vengono ancora sepolti i fiorentini di nascita o di adozione, meritevoli di un ringraziamento da parte della città per le loro opere ed il loro pensiero, qui riposano infatti Pietro Annigoni (pittore), Mario Cecchi Gori (produttore cinematografico e indimenticato presidente dell'Associazione Calcio Fiorentina), Carlo Collodi (scrittore e giornalista), Enrico Coveri (stilista e imprenditore italiano), Vasco Pratolini (scrittore), Ottone Rosai (pittore), Gaetano Salvemini (storico, politico e antifascista italiano), Giovanni Spadolini (politico, storico e giornalista) e molte altre importanti personalità.

Ogni giorno San Miniato accoglie turisti provenienti da tutto il mondo e anche i fiorentini molto spesso si siedono qui, sulle gradinate che conducono alla basilica, per ammirare il sole che tramonta sulla loro splendida città.

Caterina Pomini