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La collina di Settignano, antica culla e dimora di artisti e poeti

Il piccolo borgo di Settignano ha dato i natali a numerosi scultori del Rinascimento fiorentino, come Desiderio - detto appunto da Settignano - e i Fratelli Gamberini - meglio conosciuti come Bernardo e Antonio Rossellino. Michelangelo Buonarroti visse qui con uno scultore e sua moglie, in una cascina che oggi porta il nome di "Villa Michelangelo"; nel 1511 vi nacque Bartolomeo Ammannati, nel 1892-93 vi soggiornò Mark Twain, a questi si aggiungono Giovanni Boccaccio, Niccolò Tommaseo, Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio.

La collina di Settignano si trova a nord-est della città di Firenze, l'omonimo borgo, secondo la leggenda, deve la sua fondazione all'imperatore romano Settimio Severo (fine II secolo d.C.), in memoria del quale fu eretto un monumento nella piazza più antica del paese, andato sfortunatamente distrutto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Che si tratti di una leggenda o meno, è certo che nel borgo sono presenti resti romani che si possono attribuire all'iniziatore della dinastia severiana.
Settignano è stata la culla di molti scultori del Rinascimento fiorentino, come Desiderio (detto appunto da Settignano) e i  Fratelli Gamberini (meglio conosciuti come Bernardo e Antonio Rossellino), nel 1430 qui vi nacque anche Luca Fancelli, famoso architetto al servizio di Ludovico III Gonzaga di Mantova.
A Settignano nacque Bartolomeo Ammannati, scultore del “Biancone” che sormonta la Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria a Firenze e in una cascina, oggi conosciuta come “Villa Michelangelo”, visse un giovane Michelangelo Buonarroti.
Settignano fu inoltre un luogo sicuro di villeggiatura estiva per i guelfi fiorentini e dei suoi incantevoli paesaggi si riempirono gli occhi Giovanni Boccaccio (autore delle novelle del Decamerone), Benedetto da Maiano (architetto e scultore italiano), Niccolò Tommaseo (linguista, scrittore e patriota italiano), Telemaco Signorini  (incisore e pittore appartenente alla corrente dei Macchiaioli) e Aldo Palazzeschi (poeta).
A Villa Viviani, una storica dimora che si affaccia sugli uliveti e vigneti in declivio verso Firenze, visse Mark Twain insieme alla moglie, dal Settembre 1892 al Giugno 1893, qui, il famoso scrittore statunitense originario della Florida, scrisse il romanzo intitolato “The Tragedy of Pudd'n'head Wilson” (Wilson Lo Zuccone, Milano, Rizzoli, 1949).
Inoltre, nel 1898 Gabriele D'Annunzio si trasferì nell'antica villa dei Capponi (La Capponcina), per avvicinarsi al Villino della Porziuncola, dove la sua amante – l'attrice Eleonora Duse – viveva da alcuni mesi. Il prezioso arredamento della villa fu disgraziatamente venduto all'asta per soddisfare i creditori, quando il poeta se ne fuggì in Francia (1910)... Oggi La Capponcina è un raffinato ristorante che propone piatti tipici della tradizione italiana e toscana in particolare.

Vicino a Settignano si trovano anche Villa Gamberaia, una dimora del Quattordicesimo secolo famosa per i suoi splendidi giardini settecenteschi ricchi di statue, fontane e giochi d'acqua (appartenuta anche ai Fratelli Rossellino) e la più isolata Villa I Tatti, acquistata nel 1906 dal famoso critico e storico dell'arte Bernard Berenson, oggi sede del Centro di Studi di Storia del Rinascimento italiano, gestito dall'Università di Harvard.

Settignano fu anche e soprattutto madre e terra di contadini, artigiani, cavatori e scalpellini, grazie ai quali la città di Firenze divenne unica e ineguagliabile.

Caterina Pomini