L'antica Città di Vitozza e le sue duecento e oltre grotte

Nei pressi di Sorano si trova il più importante insediamento rupestre dell'Italia Centrale: le duecento e oltre grotte del'antica Vitozza, una vera e propria “Pompei di tufo”, definitivamente abbandonata nel '700. Oggi Vitozza è parte integrante del Parco Archeologico Città del Tufo che comprende anche le necropoli etrusche di Sovana e che si sviluppa in buona parte all'aperto; le sue grotte, vere e proprie abitazioni interamente scavate nel tufo, si estendono lungo i sentieri della Valle del Lente e furono abitate fin dall'epoca medievale.

Non molti ancora sanno che nel Comune di Sorano, in provincia di Grosseto, si trova il più vasto e importante insediamento rupestre dell'Italia Centrale: le oltre duecento grotte del'antica città di Vitozza, una vera e propria “Pompei di tufo”, sorta in epoca medievale e definitivamente abbandonata nel Settecento (secondo l'ultimo censimento effettuato nientemeno che dai Lorena!).
Oggi Vitozza è parte integrante del Parco Archeologico Città del Tufo che comprende anche le necropoli etrusche della vicina Sovana e che si sviluppa in buona parte all'aperto; le sue grotte, vere e proprie abitazioni interamente scavate nella morbida roccia tufacea, si estendono lungo i sentieri del bosco della valle del fiume Lente e furono abitate fin dall'epoca medievale.

Le grotte di Vitozza sono classificate in quattro diverse tipologie di riferimento:

1) Il primo gruppo di grotte presenta aperture rettangolari disposte spesso su più livelli, collegati fra loro da scalette e passaggi. Le abitazioni sono collocate ai piani superiori, mentre i ricoveri per gli animali a quelli inferiori.

2) La seconda tipologia di grotte presenta piante rettangolari con strutture adibite ad accogliere animali.

3) Altre grotte sono caratterizzate da un'apertura a forma di arco, una pianta culminante con un settore circolare ad uso animale e altri ambienti presumibilmente destinati all'uso abitativo.

4) Forse le più suggestive, ovvero i colombari, realizzati quasi certamente in epoca romana per allevare i piccioni, pratica molto diffusa nel territorio di questa zona.

La città di Vitozza conobbe il suo momento di massimo splendore tra il XII e il XIV secolo, quando furono costruite le mura, la chiesa e la rocca, gli unici edifici che si trovano in posizione elevata rispetto alle grotte, dei quali ancora oggi possiamo ammirare le rovine, in mezzo a un prato verdissimo, sulla cima del colle.
Il primo castello è la prima delle due rocche che descrivono la struttura costruita dalla Famiglia Aldobrandeschi nel cuore di un insediamento rupestre abitato molto probabilmente già in epoca etrusco-romana. La fortificazione presenta spesse pareti in blocchi squadrati di roccia tufacea, che inglobavano una porta che costituiva anche la via di accesso. Il secondo castello è una struttura fortificata che si trova lungo il sentiero che porta ai colombari e risulta molto meglio conservato rispetto alla prima rocca. La Chiesaccia invece, sorge sulla destra del sentiero che proviene da San Quirico, in prossimità della prima rocca e domina incontrastata lo splendido bosco della sorgente del Lente.

Caterina Pomini

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